ARTE ALTRA / la didattica dell’arte esplorata attraverso approfondimenti tematici, percorsi multidisciplinari e tecnologie innovative

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Compiti per le vacanze #3

Terzo (e ultimo) dei suggerimenti vacanzieri: visitare un monumento e approfondirne la storia. Va benissimo anche un monumento minore della propria città, anzi sarebbe auspicabile approfittare di questo tempo per esplorare il luogo in cui viviamo, spesso un po’ distrattamente; in alternativa sono ammessi anche i monumenti di villeggiatura. Io, di ritorno da un festival nel bresciano, ho fatto tappa a Mantova e ho visitato la Camera Picta del Palazzo Ducale di Mantova.

Dipinta dal Mantegna, pittore di corte dei Gonzaga, tra il 1465 e il 1474 è un’opera imprescindibile del capitolo rinascimentale in qualunque manuale di storia dell’arte.

La decorazione della stanza, conosciuta anche come Camera degli Sposi, fu eseguita con una tecnica mista che prevedeva l’uso dei colori ad olio, così da dare maggior brillantezza agli innumerevoli dettagli qui rappresentati con l’intento di sottolineare il lustro della casata Gonzaga.

Dal centro della stanza, dove immaginiamo fossero ricevute l persone illustri a cui l’ambiente era dedicato, possiamo scorgere oltre la tenda che si alza come un sipario teatrale, la rappresentazione della regalità e dell’opulenza della famiglia del marchese nel giorno della nomina a cardinale del figlio Francesco, allestita sullo sfondo di una scenografia di carattere classicista.

L’uso magistrale della prospettiva, il cui punto di fuga coincide con l’orizzonte della spettatore, ci invita a prender parte all’evento, che acquista naturalismo anche grazie agli stratagemmi adoperati dal Mantegna per raccordare i soggetti agli elementi architettonici fissi della stanza.

Ma ciò che più ci coinvolge è lo strabiliante gioco dei putti e delle dame che ci sovrastano dall’ovulo superiore, mostrandoci la morbidezza delle loro carni, facendo capolino dalla balaustra e minacciandoci di renderci vittime di un sadico scherzo, in un trompe l’oeil aperto verso il cielo che anticipa le illusioni barocche.

Ora, con gli occhi pieni d’incanto e l’animo libero dal peso dei compiti, godiamoci l’ultimo strascico di questa calda estate (in attesa di nuove avventure settembrine).