Secondo compito per le vacanze: visitare una mostra e immergersi nella contemplazione.
Ce ne sono ovunque e per tutti i gusti, scegliete quella che più vi appassiona o che più vi è comodo raggiungere, prediligete quelle meno sensazionalistiche e rifuggite categoricamente da quelle cosiddette “immersive”.

Per interesse e comodità io ho visitato quella dedicata al lavoro fotografico di Hilla e Bernd Becher, allestita nelle sale del MAST di Bologna.
I coniugi Becher hanno inseguito per tutta la vita il sogno di documentare grandi strutture industriali e metodologie costruttive desuete, viaggiando in lungo e in largo, restituendoci un campionario di tipologie che ricorda nelle intenzioni e nell’approccio i ritratti degli uomini del XX secolo raccolti dal grande fotografo tedesco August Sander, refrattario all’indagine psicologica e invece caparbiamente intento a esercitare una rispettosa sospensione del giudizio nei confronti dei suoi soggetti.
In modo analogo, attraverso il loro obiettivo, i Becher hanno posato su questi oggetti architettonici culturalmente pericolanti uno sguardo di lucida oggettività, seguendo un metodo puntiglioso e programmato, approfondendone gli aspetti funzionali, procedendo con inquadrature d’insieme il cui numero e la cui angolatura sono definiti in base agli aspetti formali del soggetto (singole o multipli, ortogonali o di tre quarti), così da restituire ogni significativa informazione visiva atta a salvare la memoria della società industriale prima che questa scomparisse dall’orizzonte del quotidiano.
La scelta stessa del medium fotografico, tra i tanti talenti di cui i due coniugi erano dotati, è da imputarsi proprio alla necessità di registrare tempestivamente i reperti industriali superstiti, prima del loro abbattimento, per consegnarli all’archivio della storia, lì dove oggi – grazie a Hilla e Bernd Becher – possiamo ritrovarli.

La mostra Bernd e Hilla Becher. History of a method sarà visitabile gratuitamente fino al 27 settembre 2026 presso le sale espositive del MAST (in via Speranza 42 a Bologna).
