ARTE ALTRA / la didattica dell’arte esplorata attraverso approfondimenti tematici, percorsi multidisciplinari e tecnologie innovative

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Compiti per le vacanze #1

L’estate è fatta per abbandonarsi all’ozio dei classici: quello che nutre lo spirito, fatto di letture, contemplazione, scrutare l’orizzonte, lasciar vagare i pensieri senza costringerli entro maglie troppo strette, per lasciarsi sorprendere con piacere dai loro itinerari creativi.

I miei compiti per le vacanze vogliono dunque essere semplici suggerimenti per innescare nuove traiettorie, viaggi mentali da assaporare senza curarsi della meta, costellati di incontri preziosi.

Come quello – avvenuto grazie alla presentazione curata da Enrica Berselli (una delle artiste citate) lo scorso 16 giugno presso la libreria Ubik di Modena – con Alessandra Redaelli, autrice tra gli altri del volume Artiste ribelli. L’imprevisto della storia, mio primo consiglio di lettura estiva.

Scrive l’autrice:

“Questo si pone come un racconto diverso sull’arte delle donne. Che non ha la pretesa di essere esaustivo. E nemmeno (perché mai dovrebbe? Non abbiamo paura di nessuno) di escludere gli uomini. Come si potrebbe escludere qualcuno da un mondo, quello artistico, che è profondamente basato sulle reciproche ispirazioni, sulle collaborazione e su un fitto intricarsi di confronti e pensieri condivisi? Nell’arte (come del resto nella letteratura e in tutte le discipline che hanno a che fare con la creatività) non è possibile prescindere dall’altro: l’altro (uomo o donna che sia) è sempre linfa vitale, per affinità o per opposizione.

Il problema delle donne artiste non è mai stato quello di volersi allontanare dai colleghi, ma piuttosto l’opposto: se fossero state ammesse nelle scuole dei loro fratelli, se fossero andate a bottega, se avessero potuto riunirsi nei caffè o frequentare l’una lo studio dell’altra (e chi aveva uno studio, tra le artiste del passato, a parte casi rarissimi?) la loro creatività sarebbe cresciuta fianco a fianco con quella dei pittori e degli scultori con cui condividevano la passione, il confronto sarebbe stato quotidiano (e non raro e interpretato, inevitabilmente, in una sola direzione) e noi non saremmo qui a discuterne.”


Invece Alessandra ne discute con competenza e passione, portando ad esempio più di un centinaio di artiste di significativo valore vissute dal Medioevo ad oggi e raggruppate per affinità biografiche, dimostrando che, al di là del biografismo, l’indugio sulle loro vite private è – nel caso di artiste donne – indispensabile a comprendere il loro rapporto con l’arte, così come si struttura attraverso scelte impervie e impopolari, in una fusione di arte e vita che anticipa le Avanguardie. Artiste che hanno compiuto piccoli passi in direzione ostinata e contraria, cedendo il testimone attraverso i secoli, fino a crescere in curva esponenziale nella loro corsa verso il “futuro della libertà”.