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Mad Meg

Piccoli segni che assalgono la tela in truppe apparentemente caotiche, che si ricomporranno in ordine strategico sotto gli occhi di chi allarga il proprio sguardo fino a comprendere i margini del campo di battaglia; segni che scalfiscono il bianco della pagina con intento sovversivo scagliato contro il patriarcato; segni dai quali riaffiorano le memorie sommerse di donne dimenticate, oltraggiate dalla storia, stratificando le loro identità in miriadi di dettagli significanti; segni come armi schierate in difesa dell’ambientalismo, della decolonizzazione e del femminismo; segni come ferite inferte sulla pelle del sistema patriarcale e del capitalismo tecnologico.

Sono i (di)segni di Mad Meg, in mostra fino al 20 ottobre 2026 presso la Sala delle Monache del Complesso San Paolo a Modena.

Malgrado la sua anima “gattara” (Mad Meg lavora spesso cullando sulle gambe il proprio gatto), l’artista francese è stata autrice del cane da guardia del giornalismo 2026, patrono dell’ultima edizione di DIG Festival (il festival di giornalismo indipendente che si è tenuto a Modena dal 23 al 27 settembre), interpretando il tema assegnato con con uno stile minuziosamente descrittivo e con la paziente ostinazione che è propria dei professionisti dell’indagine.

Approfondite indagini sono del resto alla base di ogni sua scelta iconica, come testimoniano le opere di grande formato estratte dalla nutrita serie de I patriarchi, recanti esplicite allusioni alle vicende sociali e politiche del contemporaneo, annidate entro ogni minimo dettaglio decorativo (il quale si fa così portatore di cronaca tutt’altro che superficiale).

La seconda e più ampia sala della mostra ospita l’Ateneo delle donne, una serie di ritratti ancora incompiuta che prevede di rappresentare cinquantotto protagoniste delle battaglie femministe, una per ciascuno degli intellettuali maschili riprodotti da Raffaello nella sua famosa Scuola di Atene: i filosofi che “pretendono di amare la saggezza”, sono qui sostituiti provocatoriamente da donne che “hanno la saggezza di amare l’uguaglianza”.

Mad Meg le racconta attraverso una ricerca iconografica sterminata, condotta sulle tracce delle loro sembianze, dei loro scritti, delle loro imprese personali, delle mode che hanno contraddistinto le loro epoche e le loro origini socioculturali.

Mad Meg
L’abisso guarderà te (L’ATENEO DELLE DONNE)
Curata da Andrea Losavio in collaborazione con D406
Fino al 20/10/2026
Presso la Sala delle Monache del Complesso San Paolo, a Modena