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lotteria artistica permanente

LEONORA CARRINGTON | storie di mostre per piccoli visitatori

Occhi grandi di bambina e dita esperte di pittrice a cingere una sigaretta apparentemente interminabile, il cui sbuffo si dissolve nell’aria in mille arabeschi narranti, che si mescolano ai vapori della cucina.

Amalgama gli ingredienti Leonora Carrington.

Quelli raccolti agli antipodi del mondo, che trasmettono sentori sensuali ed esoterici, confondendo le storie irlandesi della sua infanzia con i culti ancestrali della terra che l’ha accolta dopo lungo e ribelle peregrinare: quel Messico in cui troverà finalmente una casa, una famiglia – amicale, passionale e consanguinea – e infine i meritati riconoscimenti artistici.

Alterna le tecniche di preparazione, il suo mondo interiore essendo troppo esuberante; sperimenta mezzi espressivi differenti, costruisce dialoghi tra immagini e parole, in cui dar dimora ai suoi fantasmi, alle tragedie interiori (come la ferita dello stupro e le inumane condizioni della reclusione psichiatrica), alla dolcezza di un gesto d’amore (il latte materno che stilla dai sogni nel famoso libro scritto per rassicurare i suoi figli, terrorizzati dalle creature che lei stessa partoriva sulle pareti della loro casa).

Riesuma antiche ricette medievali: determinata a ottenere i colori più brillanti, impasta pigmenti e uova, simbolo di forza embrionale e mistero di perfezione. Distilla pozioni e recita formule alchemiche: trasmuta le forme in vita e la vita in sogno, evolve, librandosi sulle creature viventi di cui l’uomo non è che un esemplare, e non necessariamente il più compiuto.

Il risultato è un banchetto pantagruelico di sapori inconsueti, impalpabili, inafferrabili, in compagnia di commensali onirici e inquietanti, come le mille comparse che abitavano la mente dell’artista, modificando costantemente la propria forma sin nelle profondità del proprio spirito, in un mondo surreale e ostinatamente anti-surrealista, femminile e potentemente femminista. Quando il banchetto finisce, restano nell’aria i suoi profumi inebrianti, l’eco di voci profetiche, e uno sbuffo di sigaretta danzante sopra le nostre misere teste.

La magia di Leonora ha funzionato ancora.


La personale di Leonora Carrington è visitabile a Palazzo Reale di Milano fino all’11 gennaio 2026

Leonora Carrington, 1) La cucina aromatica di nonna Moorhead, 1975; 2) Arca di Noè, 1962; 3) Oink (Essi vedranno i tuoi occhi), 1959.