ARTE ALTRA / la didattica dell’arte esplorata attraverso approfondimenti tematici, percorsi multidisciplinari e tecnologie innovative

lotteria artistica permanente

FOTO ESTATE | Berenice Abbott (1898-1991)

“Tu giochi a scacchi con la luce” sembra le dicesse l’amico Jean Cocteau, da lei ripetutamente immortalato insieme a una folta schiera di intellettuali e personalità eminenti del contemporaneo panorama culturale.

In realtà, sarebbe altrettanto opportuno affermare che Berenice Abbott giocava a scacchi con la vita, attraversandola con innegabile forza prorompente e scartando caparbiamente di lato ogni volta che un ostacolo le si parava di fronte.

Nata a Springfield, in Ohio, sul finire del XIX secolo, Berenice intraprende gli studi di giornalismo, per poi dedicarsi senza particolare successo alla scultura. Dopo un breve ma intenso peregrinare tra Stati Uniti ed Europa, nel 1925 è a Parigi: all’epoca centro focale dell’arte internazionale, vera e propria ville lumière attraversata dalle scintille elettrizzanti di ogni significativo fermento culturale.

E’ qui che, fuggendo alla tentazione di un facile arrocco dovuto a delusioni professionali e indigenza economica, Berenice incontra due figure chiave per i successivi sviluppi della sua vita e della sua arte: Man Ray e Eugène Atget. Il primo (all’anagrafe Emmanuel Radnitzky, che all’epoca aveva trentacinque anni e godeva di rinomata fama) la assume come sua aiutante di camera oscura, intransigente nella sua ricerca di un collaboratore che fosse incontaminato da ogni pregressa esperienza fotografica. Il secondo, conosciuto tramite lo stesso maestro e titolare – dal quale presto Berenice si emanciperà, forte delle competenze acquisite – influenzerà per sempre il suo modo di guardare alla città con fare documentaristico e casuale e, proprio per questo, epifanico.

B. Abbott, Negozio di ferramenta, New York 1938


E’ questo lo sguardo che Berenice Abbott poserà sulla città di New York, dove farà ritorno nel 1929, registrandone la rapida evoluzione che ne presagisce la centralità dei decenni successivi, con il suo progetto fotografico Changing New York. I tempi erano funesti e la Grande Depressione alle porte, così Berenice dovrà attendere il 1935 per trovare i finanziamenti necessari a compiere il suo progetto, nell’ambito del New Deal di F. D. Roosvelt e per tramite del neonato Federal Art Project. I novantasette scatti selezionati a chiusura del progetto, nel 1939, evidenziano ciò che l’amico Cocteau andava menzionando anni prima: le fotografie, spesso colte da inediti punti di vista, animano la propria superficie in prestigiose ambizioni volumetriche, perseguite grazie al susseguirsi incalzante dei contrasti luminosi.

B. Abbott, Pennsylvania Station, New York 1936

Una volta terminata la sua ricognizione e, con essa, la riscossione dei finanziamenti, Berenice apre una nuova partita, proponendosi come fotografa specializzata di fenomeni scientifici e tessendo una proficua collaborazione con la Physical Science Study Committee (di questo periodo gli scatti colmi di fascino e poesia che ritraggono la natura della luce, la forza dei fluidi e l’elettromagnetismo).

Nel 1954 parte nuovamente, per poter catturare ancora una volta lo spirito del paesaggio (e dei suoi abitanti) con gli occhi dell’ospite in transito, esente dai condizionamenti impartiti dalla memoria abitudinaria: insieme alla compagna Elizabeth McCausland intraprende un viaggio lungo la Route n.1, la più antica strada degli Stati Uniti. Spostandosi tra il Maine e la Florida, Berenice ci regala scorci di straordinaria lucidità e curiosa ironia, ancora una volta focalizzati sul cambiamento – economico, produttivo, paesaggistico e culturale – che investe la costa orientale degli Stati Uniti.

B. Abbott, Concorso per guanti a maglia nella vetrina del negozio Sanders a Greenville (dalla serie Portrait of Maine)


Sessantadue anni più tardi altre due donne, le fotografe Anna Fox e Karen Knorr, intraprendono il medesimo viaggio per ripercorrere i passi della pioniera Berenice e restituirci le tracce di un nuovo  e significativo cambiamento, quello inferto dalla prima campagna presidenziale di Donald Trump, e le contraddizioni di una società che arretra sul piano dell’emancipazione femminile, dei diritti delle minoranze e della lotta all’emarginazione economica.

B. Abbott, Roadside Diner, New Jersey 1954


La mostra U.S. Route 1, con opere di Berenice Abbott, Anna Fox e Karen Knorr, è visitabile fino al 5 ottobre 2025 presso il Palazzo dell’arcivescovado di Arles, nell’ambito del festival Les Rencontres de la Photographie 2025.