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lotteria artistica permanente

Ritratto di architettrice

Autore anonimo, Ritratto di architettrice, XVII secolo. Collezione privata (Los Angeles)

Plautilla Bricci nacque il 13 agosto 1616 da una famiglia romana di umili origini. Fu il padre, artista poliedrico e figlio di materassaio, il primo sostenitore delle sue doti artistiche, nonché l’autore della sua fortuna. Con l’intenzione di riservare alla figlia una degna carriera di pittrice, infatti, Giovanni Briccio intessé per lei una leggenda miracolosa: secondo il suo racconto la giovane, invitata a eseguire un ritratto della Madonna del Carmine per il vicino monastero dei padri carmelitani, si sarebbe addormentata durante l’esecuzione dell’opera, e – ridestatasi al mattino – l’avrebbe trovata compiuta da mano divina. Tanto bastò all’epoca per assumere in gloria tanto l’effige (reputata miracolosa dai contemporanei), quanto la sua autrice.

Durante tutta la sua vita Plautilla eserciterà la pittura e il ricamo per nobili committenti, ricavandone autonomia economica e sostegno per la propria famiglia, ma saranno l’incontro e la collaborazione artistica con l’abate Elpidio Benedetti a offrirle l’occasione di rivestire il ruolo – unico nella storia – di “architettrice”, come lei stessa soleva definirsi. Secondo il capitolato d’inizio lavori, ella è infatti progettista e responsabile del cantiere di Villa Benedetta, il casino che l’abile religioso e politico si fa costruire in cima al Gianicolo. Le cronache dell’epoca riportano a più riprese la bizzarria della costruzione e ancora non sappiamo quanto questa definizione si riferisse alle forme dell’edificio (di cui sopravvive tuttora il rudere di una loggia semiellittica sospesa su una scogliera artificiale, che congiuntamente ad altri elementi valse alla villa il soprannome di “Vascello”), o alla stranezza della sua firmataria e responsabile (possiamo immaginarci cosa provassero le maestranze impegnate al cantiere nel sottostare al potere di una donna?).

Il Vascello non è più visitabile, stravolto nel suo impianto dopo la distruzione dovuta ai bombardamenti francesi del 1849. Ben prima che intervenissero le vicissitudini storiche, però, la cancellazione del nome di Plautilla Bricci ebbe inizio quando l’artista era ancora in vita: forse per difendere la prima donna che aveva osato farsi “architettrice”, o forse per difendere entrambi dalla giustificata accusa di filofrancesismo, Benedetti omise il suo nome dal resoconto dedicato alla costruzione di Villa Benedetta, così come lasciò anonimo il progetto del caseggiato che fece costruire nel 1674 in Strada Nova di San Francesco. Il resto l’ha fatto la storia dell’arte… Oggi, a chi volesse conoscere l’opera architettonica di questa coraggiosa e abile precorritrice, non resterebbe che ammirare la cappella che Plautilla progettò e decorò presso la Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma: un’opera che ne conserva silenziosamente il ricordo annoverato tra i grandi del suo tempo.

Per una panoramica sulla vita e le opere di Plautilla Bricci consiglio di ascoltarne il racconto dalla voce di Serena Dandini nel podcast “Ritratti d’artiste”, un progetto di Chora Media per la Direzione dei Musei del Ministero della Cultura.